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Trasportandoci negli anni 70, nel suo ultimo libro ci svela com'era Carrie Bradshaw da teenager

Girando per social network, capita di imbattersi in conversazioni di questo tipo: «I social network sono le nuove panchine fuori dal liceo» diceva una, lamentandosi del fatto che su Internet ogni sciocchezza scritta resta lì per sempre a futura memoria, mentre le chiacchiere adolescenti svanivano in un battito di ciglia. «Mica vero», ha risposto un’altra, «il fatto che scripta manent non vuol dire che qualcuno cerchi o trovi ciò che hai scritto. Io subisco ancora i danni per le sciocchezze dette sulla panchina del liceo, molto meno per quelle scritte in rete». Vi dice niente il fatto che donne tra i 30 e i 40, con una vita sentimentale e professionale, pensino ancora in questi termini agli anni del liceo? Anche se da noi la cultura high school è un po’ diversa da quella americana, alla fine, per molti aspetti, restiamo ancora quelle ragazzine incerte, in cerca di un gruppo di amiche fidate, ossessionate dal brufolo o dal bello della scuola. Ci consola, in questa nostra consapevolezza, che la stessa cosa accada a Carrie, l’eroina di Sex & the City della quale oggi, con Il diario di Carrie, Candace Bushnell svela i segreti. Quello più grande è che, appunto, nella Carrie 17enne del Connecticut c’è già tutto ciò che diventerà da adulta, scarpe a parte, ma disastri sentimentali inclusi. Per cui, se continuate a incappare nel solito esemplare di uomo sbagliato, avete la sindrome dell’esclusa con le colleghe e andate in bagno con l’amica del cuore, be’, siete ferme al liceo. Come tutte noi, che pur lottando con le rughe, in fondo «restiamo quello che eravamo», spiega la Bushnell.
Come mai ha deciso di raccontare Carrie quando era una teenager?
«Ho sempre voluto scrivere una storia di iniziazione, di crescita di una giovane donna che sperava un giorno di andare a vivere a New York. Date le premesse, chi meglio di Carrie Bradshaw, da far salire a bordo?».
Per raccontare, per esempio, che, da ragazzina, dava già molto valore all’amicizia, fattore chiave di tutta la serie. Ma che differenze ci sono fra un’amicizia da banchi di scuola e una in età adulta?
«Le amiche sono molto importanti per lei, ma imparerà presto che a scuola non tutte le compagne sono quello che sembrano. E sono certa che i lettori riconosceranno le stesse dinamiche dietro alle relazioni di Carrie adulta. Perché l’amicizia fra donne, a qualunque età, è sempre intensa; è solo che crescendo si ha meno tempo, siamo tutte schiacciate fra lavoro e famiglia. Ma sono convinta che un rapporto che vale possa sopravvivere tutta la vita. Io sono ancora in contatto con un paio di amiche delle elementari e con molte dalle scuole superiori, anche se non viviamo più nella stessa città».
Nel “Diario”, Carrie è ancora vergine e si strugge perché tutte le sue amiche fanno sesso e lei no. Una situazione frequente negli anni 70, quando il libro è ambientato. È così anche oggi?
«In realtà, parlando con molte ragazze che frequentano oggi le superiori, ho scoperto che molte di loro si arrovellano ancora sulla “prima volta”, proprio come fece Carrie tanti anni prima: non tutte sono così “liberate!”. In teoria Il diario è pensato per le lettrici dai 14 anni in su, ma nella pratica sfugge a definizioni troppo rigide. Ho visto madri leggerlo alle figlie, e viceversa. E naturalmente, è scritto anche per le fans di Sex & the City di tutte le età!».Molte caratteristiche di Carrie adulta sono già evidenti nella Carrie giovane: sincera, leale, con il sogno di scrivere. Ed è già una piccola fashion victim.
Quindi, la nostra personalità di future donne è più o meno formata durante gli anni del liceo, uomini compresi?
«Sì, io credo che restiamo quel che siamo, durante tutta la nostra vita. Certo, alcune persone sono più coraggiose, anticonformiste, si assumono rischi e responsabilità, ed è il caso di Carrie. È chiaro fin dall’adolescenza che vuole emergere, avere esperienze diverse e inconsuete. Ma penso che per tutti noi la sfida più grande sia continuare a evolversi in ogni fase dell’esistenza, senza rinnegare la nostra vera essenza e i nostri valori».
Al momento sta scrivendo la seconda puntata della giovinezza di Carrie, seguendola mentre si trasferisce dalla provincia a New York. Lo stesso percorso che ha fatto lei. Quanto ci sarà dei suoi primi anni newyorkesi nel prossimo libro?
«Ci sarà molto della mia esperienza personale. New York è una città dove sopravvivere, per una giovane donna, è difficile; bisogna essere molto determinate. I miei ricordi? Be’, il primo anno ho cambiato qualcosa come cinque appartamenti e trovavo sempre coinquiline fuori di testa. Una voleva diventare una star di Broadway, passava tutti i pomeriggi provando la stessa canzone per un’audizione. Era “Here You Come Again” di Dolly Parton, l’ho ascoltata così tante volte che so ancora il testo a memoria!».
17 Giugno 2010 Barbara Sgarzi




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