PEOPLE
AUTORI
-
Tom Rachman: segreti e bugie in redazione
Vita quotidiana di un giornalista straniero a Roma. In un romanzo così avvincente che diventerà un film con Brad Pitt

©
Contrasto
-
Brad Pitt ha appena comprato i diritti per farne un film, ma noi vi consigliamo di leggerlo adesso: stiamo parlando di Gli imperfezionisti, appena uscito per Il Saggiatore, romanzo d’esordio di Tom Rachman. Elogiatissimo dal New York Times, che l’ha definito un “libro a incastro” come un cubo di Rubik, è infatti un intreccio di storie e personaggi: tutti gli “imperfetti giornalisti” di un giornale di lingua inglese a Roma, ricalcato sull’International Herald Tribune, dove Rachman ha lavorato per anni.
Lei descrive gli italiani come un popolo che vive in branco, frequenta solo i vecchi compagni delle elementari, e preferibilmente non si sposta dal quartiere dove è nato…
«Tutto il contrario di me. Sono nato a Londra, ma ho vissuto in Canada, a New York, a Parigi... Sono stato educato a essere indipendente e a esplorare il mondo. Il che non toglie che provi una sottile invidia per chi è fortemente legato a un luogo: un senso di appartenenza che a me manca».Ha lasciato Roma per Londra. Di cosa ha nostalgia?
«La vista dal Gianicolo. La sensazione di felicità che provo ogni volta che attraverso Piazza Sant’Ignazio. La mozzarella di bufala. E la mia parola italiana preferita: “cocomero”. Per fortuna ci torno spesso: a Roma c’è la mia fidanzata e, sì, è italiana».Lei non si capacita che gli uomini italiani indossino “maglioni rosa con calzoni arancione”. Dica la verità, non è cambiato il suo modo di vestirsi, vivendo in Italia?
«Spero di essere migliorato, ma per ora il mio capo d’abbigliamento preferito rimangono i jeans. Italiani, certo: Replay».Incontriamo uno dei suoi personaggi mentre, in aereo, è immerso in un libro di Jane Austen, ma poi lo vediamo comportarsi in modo molto poco romantico. Morale: mai fidarsi di un uomo che legge la Austen?
«Non si preoccupi: non sono io, anche se ho letto la Austen. In realtà non sono nessuno dei miei personaggi: diciamo che mi sono limitato a osservarli, dalla soglia di un’immaginaria redazione».Il suo libro parla di giornalisti, ma la storia che colpisce di più è forse quella di una donna che si rifiuta di leggere il quotidiano del giorno, e legge solo, sempre più lentamente, i numeri arretrati…
«L’ispirazione viene da una storia vera: un lettore del New York Times così determinato a leggere, anche nelle più piccole notizie, tutto il giornale, che era rimasto indietro di anni. Quando ho cominciato a scrivere il mio romanzo sugli “imperfetti” giornalisti, volevo anche raccontare una storia di chi, i giornali, li legge: e mi è tornato in mente questo lettore fuori dal tempo».Quasi una metafora della fine dei giornali? L’ultima copia del “New York Times” di carta dovrebbe uscire nel 2043, e immagino che lei già ora i quotidiani li sfogli sul suo iPad.
«Non ho un iPad. Però, è vero: i quotidiani li leggo on line. Ma il mio tecno-gadget preferito è esteticamente bellissimo, lo puoi infilare in tasca, dura una vita e le batterie non si scaricano mai. Indovinato? È un libro».03 Gennaio 2011 Lisa Corva
Il sondaggio della settimana
L'amore trionfa sempre?

- Risultati>
- Archivio dei sondaggi >
Abbonati
52 numeri a solo 27,90 €
1 anno con il 70% di sconto se ti abboni o regali un abbonamento sul nostro sito