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Tina è diventata famosa imitando Sarah Palin. Steve, come protagonista di 40 anni vergine. Insieme sul set per la prima volta, sono una coppia alle prese con personaggi strampalati, colpi di scena e spettacolari incidenti d’auto.

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Se Celestino nella sua profezia ne aveva dieci, la cronista trasportata a Londra per assistere alla prima di Notte folle a Manhattan - commedia divertente in testa al botteghino Usa, addirittura prima di Scontro tra titani - la cronista, si diceva, di illuminazioni ne ha solo tre. La prima è che il confronto con il Paese reale arriva quando meno te lo aspetti. Per esempio, sotto le sembianze di amici che credevi preparatissimi e che, al tuo fiero annuncio: «Hey, domani vado a Londra a intervistare Tina Fey e Steve Carell», ti rispondono: «Tina chi?». Ora, se non siete insonni, malati di serie americane e perdutamente esterofili nelle letture (spesso le tre condizioni si verificano simultaneamente), forse anche a voi Tina Fey e Steve Carell lasciano indifferenti. Bastano, però, pochi indizi e tutto è subito chiaro. Nel primo caso è sufficiente dire: «La comica americana che imitava Sarah Palin». Per molti Tina Fey è quella, a dimostrazione di come basti uno sketch azzeccato per cambiare una carriera, se il momento è quello giusto. Nel frattempo, ha continuato come protagonista della serie televisiva 30 Rock, ma soprattutto è stata sulla copertina di Vogue Usa, consacrazione definitiva del suo raggiunto status di modello di donna vincente (lettura alternativa: la bruttina che si trasforma in cigno, un plot che agli americani piace sempre parecchio, soprattutto se la trasformazione la si deve alla forza di volontà, proprio come nel caso di Tina). Per Carell basta specificare: «Quello di 40 anni vergine», e anche lì le facce dei vostri interlocutori subito si rilassano. Qualcuno, anzi, aggiunge: «Ma sì, era anche in Little Miss Sunshine». Del suo ruolo nella versione americana di The Office, serie tv inglese di culto, pochi si ricordano, anche se Carell, per quella parte, ha vinto ben due Golden Globe. La seconda illuminazione arriva quando ormai non ci speri più, rassegnata al fatto che, come spesso succede qui da noi, quando i comici nati in tv fanno film, sono di solito noiosissimi perché ripropongono gli stessi personaggi già visti mille volte. Ecco, prendere due comici di successo e metterli al servizio di un film, invece che a fare quello che fanno sempre in tv, si può. Onore al merito del regista Shawn Levy che, su una trama elementare - una normalissima coppia si ritrova coinvolta in un intrigo poliziesco ricco di colpi di scena e di personaggi strampalati -, ha costruito un film che si regge sia sui dettagli delle singole scene (come quella al ristorante, dove i due giocano a indovinare le storie e i dialoghi dei vicini di tavolo), sia sull’innegabile talento dei due protagonisti. La terza illuminazione è che metti due comici nella stessa stanza e non è detto che avrai un’esperienza memorabile, anzi. Steve Carell è quasi immobile, parla poco, ma fa un gran gioco di sguardi e di sopracciglia. Tina Fey è anche lei piuttosto rigida e composta e si limita a dire cose di buon senso.
L’intesa comica tra di voi è così straordinaria che fa pensare a un’amicizia di vecchia data. È così?
Carell: «Niente affatto. Io e Tina ci siamo conosciuti a Chicago, quando entrambi lavoravamo al Second City Theather. Ci siamo sfiorati varie volte nei corridoi, ma non ci siamo mai veramente conosciuti né tantomeno frequentati».
Programmare in anticipo una serata romantica (il titolo originale del film è “Date night”, ndr) tra marito e moglie è un concetto molto americano. Voi, con il vostro partner, lo fate? E se sì, con che frequenza?
Fey: «Be’, si parte sempre con l’obiettivo di farne una a settimana, ma sei fortunato se riesci a ritagliarne due al mese».
E qual è l’ideale di serata romantica? Ristorante? Cinema? Concerto?
Carell: «Certe sere io e mia moglie siamo così stanchi che anche solo rimanere a casa, ordinare una pizza e guardare un film in dvd, ci sembra la cosa più romantica del mondo. Però, a volte è bello costringersi a uscire, fare lo sforzo di prepararsi e andare al ristorante. Amo stare in mezzo agli altri con mia moglie: è una donna che mi piace moltissimo».
Fey: «La parte più difficile di una serata romantica è proprio uscire di casa».
Mogli e mariti a parte, qual è stato il peggior appuntamento romantico della vostra vita?
Fey: «Quella volta in cui il ragazzo con cui ero a cena, per farmi un complimento, mi disse che sarei stata molto carina, se solo avessi perso qualche chilo».
Carell: «Ehi, aspetta! Il mio peggior appuntamento è quando ho detto alla ragazza che avevo portato fuori a cena che sarebbe stata molto carina con qualche chilo in meno. A parte gli scherzi, credo sia stata quella volta in cui io e i miei due fratelli abbiamo portato tre ragazze al concerto dei Jethro Tull. Non andò molto bene: finimmo la serata con una stretta di mano».
C’è qualcosa che detestate e che fate solo per far piacere al vostro partner?
Fey: «Mio marito adora le montagne russe e, prima che ci sposassimo, andavo con lui per farlo contento. Il giorno dopo il matrimonio è stata la prima cosa che gli ho detto: “Scordati che venga ancora con te su quegli affari!”».
Carell: «A mia moglie piacciono i reality show che io, invece, detestavo. Ma, a forza di guardarli insieme a lei, devo dire che adesso piacciono anche a me. Quando si dice la forza l’amore…».È difficile, per degli attori nati in televisione, trovare buoni copioni cinematografici? C’è snobismo da parte del mondo del cinema per chi arriva dalla tv?
Fey: «La barriera tra tv e cinema è ormai caduta: molti filmakers sono più che contenti di fare cose televisive purché siano interessanti».
Carell: «Molte delle cose più divertenti uscite ultimamente provengono dalla televisione».
Come mai a Hollywood ci sono così poche donne che fanno la commedia brillante? A parte Sandra Bullock e lei, non me ne viene in mente nessun’altra…
Fey: «In effetti è più frequente e più facile trovare comiche in televisione, ma non so perché. Credo sia questione di soldi, non di pregiudizio: i produttori scritturano attrici che faranno incassare molto e Sandra Bullock, in questo momento, è una di quelle».
Lei sembra sulla buona strada… Se diventerà una star da botteghino dovrà anche ringraziare Sarah Palin.
Fey: «Infatti le sono grata. Un personaggio così è un dono per qualsiasi comico».
Durante una puntata del programma “Saturday Night Live” vi siete incontrate. Siete ancora in contatto?
Fey: «Oh, no...».
Carell: «Tina, fammi controllare sul tuo telefonino: chi c’è tra i numeri che chiami di più?».
In “Notte folle a Manhattan” ci sono molte scene d’azione, soprattutto con incidenti d’auto. Avete usato delle controfigure?
Carell: «No, abbiamo fatto tutto noi. In realtà, sa in quale scena avrei voluto la controfigura? Quando siamo a letto e i bambini ci saltano addosso. È lì che abbiamo rischiato davvero di farci del male!».
Fey: «I bambini sono più pericolosi delle macchine impazzite».
Carell: «E con gomiti e ginocchia molto appuntiti!».
04 Maggio 2010 Simona Siri




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