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  • La lunga gavetta di Valerio Scanu

    A sette anni già cantava in tv. Poi l'esperienza maturata nei pianobar, la grande popolarità con Amici, la consacrazione a Sanremo. Non fatevi ingannare da quell’aria da ragazzino: ora Valerio Scanu chi lo ferma più?

  • La lunga gavetta di Valerio ScanuLa lunga gavetta di Valerio Scanu

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    Alberto Pellaschian, Lapresse

    La lunga gavetta di Valerio Scanu
  • La sua carriera di cantante è cominciata da bambino, quando ha imparato a stare davanti alle telecamere. A sette anni ha debuttato in un programma musicale di Canale 5 presentato da Paola Perego, Canzoni sotto l’albero, e cinque anni dopo si è esibito a Bravo bravissimo, davanti a Mike Bongiorno. Una volta cresciuto, è stato il turno dei talent show. Prima ha provato con X Factor (ma lo hanno scartato), poi è approdato ad Amici di Maria De Filippi (dopo otto selezioni) e si è classificato secondo (la prima era Alessandra Amoroso). La sua rivincita è arrivata a Sanremo, dove ha sorpreso tutti vincendo il festival. Valerio Scanu, 20 anni, sardo, è giunto all’Ariston acclamato da folle di ragazzine (e non solo) che erano già sue amiche su Facebook. Impossibile pensare che il televoto non lo avrebbe salvato dalla giuria demoscopica, che lo aveva eliminato dalla gara. Per le strade della cittadina ligure non era difficile imbattersi anche in signore iscritte al suo fan club ufficiale, l’Invincibile armata Scanu (con sito omonimo, dove si trovano tutte le date del suo tour e delle sue apparizioni in tv). Subito dopo la vittoria, Valerio ha ringraziato le fan che durante la settimana sanremese gli avevano fatto compagnia, seguendolo ovunque, facendolo sentire meno solo. «Il festival è un po’ caotico, ma salire su quel palco la sera ti ripaga di tutto», dice. Non fatevi ingannare dalla sua aria da ragazzino. È giovanissimo, ma ha una tempra d’acciaio. E alla fine è riuscito ad arrivare in cima. Anche se da buon sardo, aveva già un piano B.

    I critici musicali sono severi con i cantanti che, come lei, provengono dai talent show. Dicono che frequentate più studi televisivi che palcoscenici.

    «Ho fatto 60 date live l’estate scorsa e vengo da una lunga gavetta nei pianobar. Sono arrivato a Sanremo perché ho venduto centomila copie del mio primo disco. E comincio a muovermi bene anche sul palco. Non dico di essere la versione maschile di Jennifer Lopez, ma ci sto lavorando».

    A chi dice grazie?

    «A quelli che hanno creduto in me. Soprattutto ai miei genitori».

    Ho conosciuto alcune iscritte al suo fan club, l’Invincibile armata. Mi hanno detto che sono 2.500.

    «2.500? Nooo. Sono molte di più. Le do i dati aggiornati del fan club su Facebook» (armeggia con il Blackberry). «Sono 56.703».

    Lei sa bene che questa popolarità non le arriva tanto dalla sua musica, ma in gran parte dalla tv…

    «Certo, la tv ti fa conoscere da tanta gente. Che c’è di male? Siamo nel 2010».

    Come si vede tra dieci anni?

    «Vorrei fare ancora questo mestiere».

    Altrimenti?

    «Il professore di Lettere: da bambino era il mio sogno».

    Il fatto di avere tutti questi fan le dà più sicurezza?

    «Per niente. Mi rende tranquillo rispetto a un domani immediato. Ma non per il futuro».

    Che legame ha con la sua terra?

    «Sono un testardo come tutti i sardi».

    Alla gente lei piace molto, un po’ meno ai giornalisti. Sul “Corriere della Sera”, per esempio, Mario Luzzatto Fegiz le ha dato un bel 4. Deluso?

    «Dal punto di vista musicale, non so che cosa rispondere. Di sicuro lui non è iscritto al mio fan club. Ma non fa niente. Mi dicono che sono vecchio, che so’ antico, che sul palco so’ morto, che so’ frigido, che me la tiro... Ormai ci ho fatto il callo. E vado avanti per la mia strada».

    01 Marzo 2010 Alessia Ercolini

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