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A Taylor Swift sono bastati tre dischi per diventare un fenomeno. E compiere un miracolo: far cantare il country (pop) a milioni di teenager

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Quattro Grammy awards vinti, 19 milioni di album e 33 milioni di singoli venduti, record assoluto di download (338 mila) per un cd e nove brani in classifica contemporaneamente. È il bottino della carriera fulminante di Taylor Swift, 21enne americana che in quattro anni è diventata la regina del country pop. Brava, famosa, ricca, come se non bastasse la cantautrice è anche bella e non ha nulla da invidiare a una top model: capelli lunghi dorati, occhi turchesi, viso da bambola e fisico statuario (un metro e 80 centimetri per 55 chili), secondo la rivista americana People è tra le 100 persone più attraenti del pianeta. Altro motivo per cui ha conquistato i teenager di ogni latitudine, che conoscono a memoria tutte le canzoni dei suoi tre dischi e per i suoi concerti riempiono le arene da Los Angeles a Singapore.
Insomma, questa ragazza della Pennsylvania ormai è una diva. E come tale si atteggia. Prima di intervistarla, la manager mi consegna un modulo che devo compilare con i dettagli della pubblicazione e firmare, quindi mi istruisce a dovere sulle domande da porre: «Niente amore, niente vita privata, solo musica», precisa con cipiglio. Peccato, avrei voluto chiederle dell’attore Jake Gyllenhaal, con cui ha vissuto una love story lampo (tre mesi: da ottobre a dicembre 2010). E anche se adesso è davvero single come scrivono i giornali americani. Per rompere il ghiaccio, non mi resta che cominciare dal motivo ufficiale di questo incontro: lo Speak now world tour, che martedì 15 marzo arriva a Milano, unica tappa italiana.
A settembre è stata per la prima volta nel nostro Paese, ospite di un programma tv. Che cosa l’ha colpita di più?
«Sicuramente i fan, perché mi hanno riservato un’accoglienza straordinaria. È proprio vero che voi italiani siete passionali: i ragazzi mi hanno aspettato ore davanti all’hotel pur di salutarmi e approfitto per ringraziarli di cuore per il loro affetto. Ricambierò a Milano con uno spettacolo indimenticabile: darò il meglio di me stessa».
Come trascorrerà la sua giornata milanese?
«Voglio andare in giro per conoscere un po’ la città. E poi, finalmente, potrò godermi la vostra cucina. Sono un’ottima forchetta».
Il suo piatto preferito?
«Pasta, in tutte le salse, in particolare i maccheroni al formaggio: quando sono a casa, me li preparo da sola e mi riescono al bacio!».
Lei cucina? Non ci credo...
«E sbaglia. Mettermi ai fornelli mi rilassa tantissimo e me la cavo bene con primi e secondi, però sono ancora più brava con i dolci. Qualche settimana fa, per una riunione con il mio staff, ho preparato un vassoio di biscotti, quelli classici americani, con pezzetti di cioccolato e noci: in un attimo erano già finiti!».
A parte cucinare, che cosa fa nel tempo libero?
«Amo la natura, mi piace passeggiare o fare escursioni nei boschi. Poi corro, per tenermi in forma. Infilo le cuffiette con il volume al massimo e salgo in collina: da lì il panorama su Nashville, dove abito, è mozzafiato».
Una star del country non può che vivere a Nashville...
«Mi sono trasferita a 13 anni con i miei genitori. Non finirò mai di ringraziarli: per permettermi di tentare la carriera artistica, hanno lasciato Wyomissing, in Pennsylvania, e sono ripartiti da zero».
Soffre molto la loro mancanza durante le sue tournée?
«Sì, parecchio. Mi mancano anche le mie serate casalinghe - accoccolata sul divano a guardare Grey’s anatomy o Teen mom, non me ne perdo una puntata - e la mia stanza, che resta il mio rifugio: accendo un paio di candele profumate e lascio scorrere i pensieri. L’ispirazione per quasi tutti i pezzi mi è arrivata mentre ero sdraiata sul mio letto».
A che età ha iniziato a comporre?
«Intorno ai 10 anni, quando ho cominciato a suonare la chitarra. Già scrivevo poesie e racconti: appena ho imparato qualche accordo, mi è venuto naturale buttare giù parole e musica insieme».
Da bambina chi erano i suoi idoli?
«Sognavo di diventare come Faith Hill, ma amavo anche Shania Twain e le Dixie Chicks, divine interpreti del country. Ho imparato da loro a raccontare le sensazioni e le esperienze che vivo: le mie canzoni sono come pagine di diario, e quando le ragazze mi dicono che si immedesimano nei miei testi, mi rendono la persona più felice della Terra».
15 Marzo 2011 Cristina Marinoni




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